Toxoplasmosi e pesce crudo. Comitato sicurezza alimentare: “Ad oggi rischio di infezione dopo assunzione non è accertato ma servono ulteriori indagini”

Il Cnsa in un suo parere chiede un “rafforzamento della collaborazione tra medici chirurghi e medici veterinari, tesa ad individuare i fattori maggiormente rilevanti per l’instaurarsi dell’infezione nell’uomo, e la definizione di una strategia di controlli specifici per la toxoplasmosi di origine animale o alimentare a livello nazionale ed europeo”. IL PARERE

“Sebbene, allo stato delle conoscenze scientifiche attuali, il rischio di infezioni umane attraverso l’ingestione di prodotti ittici “parassitati” crudi o poco cotti non sia accertato, la Sezione sicurezza alimentare – CNSA ritiene opportuno che siano condotte ulteriori indagini conoscitive per meglio comprendere l’epidemiologia della parassitosi nelle specie ittiche eduli”. È quanto si legge in un parere.

La Sezione auspica, inoltre, un “rafforzamento della collaborazione tra medici chirurghi e medici veterinari, tesa ad individuare i fattori maggiormente rilevanti per l’instaurarsi dell’infezione nell’uomo, e la definizione di una strategia di controlli specifici per la toxoplasmosi di origine animale o alimentare a livello nazionale ed europeo”.

La Toxoplasmosi è una zoonosi parassitaria di origine alimentare causata dal Toxoplasma gondii, protozoo noto per la sua capacità di infettare, attraverso la via alimentare e transplacentare, molte specie animali sia terrestri, compreso l’uomo, che marine. Nell’uomo l’infezione può decorrere in maniera asintomatica per i soggetti immunocompetenti, mentre può essere un rischio per gli individui immuno-compromessi e nei bambini, soprattutto durante le prime fasi della crescita; nelle donne in gravidanza l’infezione da Toxoplasma può causare aborto oppure causare malformazioni congenite a carico del SNC, degli occhi e di altri organi nel feto.

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