AstraZeneca e Amgen: Tezspire centra un nuovo successo di fase 3, questa volta nell’esofagite eosinofila

AstraZeneca e Amgen hanno annunciato che Tezspire, la loro terapia anti-infiammatoria già approvata per asma grave e rinosinusite cronica con poliposi nasale, ha raggiunto tutti gli endpoint co-primari e secondari chiave nello studio di fase 3 CROSSING condotto nell’esofagite eosinofila (EoE), una malattia infiammatoria cronica che danneggia la mucosa esofagea causando difficoltà di deglutizione.

Lo studio CROSSING ha arruolato quasi 370 pazienti con esofagite eosinofila sintomatica e istologicamente attiva, trattati con dose alta o bassa di Tezspire oppure placebo. Gli endpoint co-primari — remissione istologica e frequenza/gravità della disfagia — hanno raggiunto miglioramenti statisticamente significativi a 24 settimane, mantenuti fino a 52 settimane di follow-up. Il farmaco ha centrato anche tutti gli obiettivi secondari chiave, inclusa la gravità istologica. Le due aziende non hanno fornito dati specifici nell’annuncio ma li presenteranno a un prossimo congresso medico, e prevedono di condividere i risultati con le autorità regolatorie “il prima possibile”, secondo Sharon Barr, vicepresidente esecutivo R&S biofarmaceutica di AstraZeneca.

Tezspire, anticorpo monoclonale umanizzato che lega la citochina TSLP, è stato sviluppato originariamente da Amgen e sviluppato in collaborazione con AstraZeneca dal 2012. Ha ottenuto la prima approvazione Fda nel dicembre 2021 per l’asma grave da 12 anni in su, seguita dall’indicazione in rinosinusite cronica con poliposi nasale. Nel 2025 il farmaco ha generato 1,48 miliardi di dollari di vendite Usa per Amgen e 1,13 miliardi extra-Usa per AstraZeneca; gli analisti di William Blair stimano che l’esofagite eosinofila, patologia che colpisce oltre 470.000 pazienti solo negli Stati Uniti, possa rappresentare una terza indicazione con potenziale blockbuster.

Il dato conferma la strategia di espansione multi-indicazione dei grandi anticorpi anti-infiammatori, un trend che gli informatori scientifici attivi in area immunologia e allergologia dovranno monitorare: una nuova indicazione per un farmaco già in commercio significa nuovi target terapeutici da comunicare agli specialisti una volta ottenuta l’approvazione regolatoria.

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