Sindrome di Brugada: strategia italiana contro morte improvvisa

Una promettente strategia sviluppata da clinici italiani potrebbe rivoluzionare il trattamento della sindrome di Brugada (BrS), salvando le vite dei pazienti dal pericolo di morte improvvisa.

Un nuovo studio condotto presso l’Irccs Policlinico San Donato, pubblicato su EP Europace, la rivista ufficiale della European Heart Rhythm Association (EHRA), ha confermato l’efficacia dell’ablazione del substrato aritmico come migliore strategia terapeutica contro questa cardiopatia genetica potenzialmente fatale.

Inoltre, il gruppo di ricerca guidato da Carlo Pappone, direttore dell’Unità operativa di Elettrofisiologia e Aritmologia del San Donato, annuncerà presto la disponibilità di uno screening per individuare precocemente i pazienti affetti dalla sindrome di Brugada, anche se ancora inconsapevoli della loro condizione.

La sindrome di Brugada è una condizione rara, ma potenzialmente letale, con una prevalenza stimata di circa 5 casi ogni 10mila persone nella popolazione generale. Tuttavia, questa stima potrebbe essere sottostimata a causa delle difficoltà nella diagnosi, poiché il primo sintomo spesso è la morte improvvisa e il pattern elettrocardiografico caratteristico può variare nel tempo.

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