Science si interroga sulle cause di mortalità da Covid-19

Riporta la rivista: “Medici e patologi stanno cercando di capire il danno provocato da Sars-Cov2, perché sebbene i polmoni siano il punto di partenza, la sua portata può estendersi a molti altri organi, tra cui cuore e vasi sanguigni, reni, intestino e cervello”

Quali sono le causa di mortalità da Covid-19? È una domanda a cui i clinici stanno provando a dare una risposta, perché se è vero che la maggior parte delle persone che contraggono il virus muoiono per polmoniti, è anche vero che i polmoni non sono l’unico organo ad essere compromesso. Il decesso da Covid-19, per esempio, in alcuni casi sembra essere legato a complicanze cardiovascolari, come aveva raccontato ad Aboutpharma Venerino Poletti, direttore Pneumologia dell’Ospedale GB Morgagni di Forlì e past president dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo), citando i primi dati sulle biopsie polmonari che stanno eseguendo: “Dati preliminari, ma che evidenziano il verificarsi di trombosi nei capillari polmonari”.

Ma non solo, Sars-Cov2 sembra possa attaccare quasi tutto il corpo con conseguenze devastanti, come hanno scritto in un articolo pubblicato su Science e supportato dal Pulitzer Center, quattro giornaliste che hanno provato a fare il punto della situazione.  “I medici e i patologi stanno cercando di capire il danno provocato dal nuovo coronavirus” scrivono. “Stanno realizzando che sebbene i polmoni siano il punto di partenza, la sua portata può estendersi a molti organi, tra cui cuore e vasi sanguigni, reni, intestino e cervello”.

Polmoni

Com’è ormai noto, il Sars-Cov-2 entra nell’organismo da naso e gola e penetra nelle cellule tramite interazione con il recettore Ace2 (angiotensin-converting enzyme 2). Se il sistema immunitario non lo respinge durante questa fase iniziale, può arrivare fino alla trachea e infine ai polmoni, dove può essere fatale. A questo livello infatti, si sviluppa la polmonite, che in alcuni casi si risolve, mentre in altri no. Le condizioni peggiorano, per via dei livelli di ossigeno nel sangue sempre più bassi, richiedendo l’ausilio del ventilatore polmonare. Come riporta Science, nelle radiografie e nelle scansioni tomografiche computerizzate, i polmoni di questi pazienti sono pieni di opacità bianche al posto dell’aria. Le autopsie mostrano che gli alveoli si sono riempiti di liquido, globuli bianchi, muco e detriti di cellule polmonari distrutte.

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