Problem Solving: la nostra mente tende ad aggiungere complessità

Di fronte a un problema, la nostra mente tende a cercare soluzioni di problem solving che implicano l’aggiunta di nuovi elementi invece di eliminare alcune delle componenti presenti.

Un esempio è quello delle biciclette. Per imparare ad utilizzarle si è pensato, in passato, di utilizzare delle ruote aggiuntive. Di fatto questo supporto non consente di imparare a stare in equilibrio sulla bici. Solo negli ultimi anni hanno invece preso piede le balance bike, che hanno solo due ruote.

Secondo due ricercatori dell’Università della Virginia, si tratterebbe dunque di una tendenza innata di natura psicologica. Sono stati condotti una serie di studi osservazionali su alcuni gruppi di persone per verificare l’esattezza di questa teoria legata al problem solving. Ad un gruppo è stato chiesto di creare uno schema simmetrico aggiungendo o rimuovendo caselle colorate. Solo il 20% ha utilizzato la sottrazione. Il secondo gruppo invece ha analizzato un archivio di idee di miglioramento legate all’ambito accademico ed è emerso che solo l’11% delle 651 proposte pervenute ha suggerito l’eliminazione di regolamenti, pratiche o programmi esistenti.

Leggi l’articolo tradotto in italiano da Google

Leggi l’articolo originale in lingua inglese

Top ten delle pharma che hanno investito di più in R&D
Farmaci illegali o falsificati. L'allerta dell'AIFA

Flash news simili

Editoriali

L’esperto risponde