Prevenire l’insufficienza renale acuta? Identificata prima terapia al mondo

Il 12 giugno 2024 è stato pubblicato uno studio rivoluzionario che potrebbe cambiare il modo in cui trattiamo l’insufficienza renale acuta (IRA). La ricerca, condotta da medici e ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e dell’Università Vita-Salute San Raffaele, ha dimostrato che la somministrazione endovenosa di amminoacidi può prevenire l’IRA in pazienti sottoposti a interventi chirurgici con bypass cardiopolmonare. I risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e saranno presentati al Critical Care Reviews Meeting 2024 a Belfast.

Lo studio, coordinato da Giovanni Landoni e Alberto Zangrillo, ha coinvolto 3511 pazienti da 22 centri tra Italia, Croazia e Singapore. I pazienti sono stati divisi in due gruppi: il primo gruppo ha ricevuto una soluzione di amminoacidi per via endovenosa, mentre il secondo gruppo ha ricevuto un placebo.

I risultati hanno mostrato che solo il 26,9% dei pazienti trattati con amminoacidi ha sviluppato IRA, rispetto al 31,7% del gruppo placebo, dimostrando una riduzione significativa del rischio.

Secondo Landoni, la somministrazione di amminoacidi migliora la perfusione renale e l’ossigenazione, riducendo la probabilità di insorgenza di IRA. Questo studio apre nuove prospettive non solo per i pazienti sottoposti a chirurgia con bypass, ma anche per quelli con insufficienza cardiaca, trapianto di rene o setticemia.

La scoperta rappresenta un cambio di paradigma nella prevenzione dell’IRA, con potenziali benefici per milioni di pazienti ogni anno. Zangrillo e Bellomo, co-autori dello studio, sono fiduciosi che questi risultati possano portare a un aggiornamento delle linee guida cliniche e a nuove applicazioni terapeutiche.

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