Peptidi da compounding, il comitato FDA apre a sei sostanze finora escluse

Il dibattito sui peptidi da compounding entra in una nuova fase negli Stati Uniti. Il Pharmacy Compounding Advisory Committee (Pcac), organismo consultivo della FDA, ha raccomandato di inserire sei peptidi nell’elenco delle sostanze utilizzabili dalle farmacie galeniche per preparare medicinali personalizzati su prescrizione.

Il comitato ha votato a favore dell’inserimento di BPC-157, KPV, TB-500, MOTS-c, Epitalon e Semax nella 503A Bulks List, mentre l’unico peptide bocciato è stato l’emideltide, per prove ritenute insufficienti. Si tratta di molecole sintetiche proposte per impieghi eterogenei — dal recupero dei tessuti all’infiammazione, dai disturbi del sonno alle cefalee — nessuna approvata dalla FDA come farmaco. Nel 2023 l’Agenzia le aveva escluse dal compounding per rischi di sicurezza; da allora la domanda è comunque cresciuta, alimentata da social media, influencer e cliniche anti-aging.

Il parere del Pcac è consultivo: la decisione finale spetta alla FDA, che dovrà avviare una consultazione pubblica. Gli esperti dell’Agenzia hanno mantenuto una posizione critica, segnalando prove limitate e potenziali rischi di immunogenicità. Alcuni membri del comitato hanno invece sostenuto che consentire la preparazione in farmacie autorizzate offrirebbe un canale più controllato ai pazienti che già acquistano questi prodotti sul mercato grigio.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco, la vicenda statunitense anticipa un tema che riguarda sempre più da vicino anche il mercato italiano: la crescente richiesta di prodotti “wellness” al di fuori del circuito dei farmaci approvati, con tutte le implicazioni su sicurezza e ruolo di garanzia della filiera farmaceutica regolamentata.

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