Novartis ha sospeso diversi studi sul proprio candidato CAR-T rapcabtagene autoleucel (rap-cel) dopo che tre pazienti trattati con la terapia sono deceduti per una sindrome emofagocitica associata a cellule effettrici immunitarie (IEC-HS). Bristol Myers Squibb ha compiuto una mossa analoga, congelando volontariamente alcune sperimentazioni sul proprio asset zolacabtagene autoleucel (zola-cel) dopo aver osservato eventi infiammatori “transitori e reversibili”.
La sospensione di Novartis riguarda gli studi di fase 2 del programma AUTOGRAPH su diverse patologie autoimmuni, tra cui lupus eritematoso sistemico, sclerosi sistemica e miopatie infiammatorie idiopatiche, oltre a studi di fase 1/2 su artrite reumatoide, miastenia grave generalizzata e alcune forme di sclerosi multipla. L’azienda ha precisato che gli studi di rap-cel in oncologia non sono coinvolti nello stop e che sta analizzando i dati di sicurezza per individuare le cause degli eventi avversi, in collaborazione con comitati indipendenti per definire nuove misure di sicurezza, come un monitoraggio più stringente. Bristol Myers Squibb, dal canto suo, non ha reso noti decessi collegati a zola-cel, ma un’analisi degli analisti di William Blair ricorda che almeno un caso di IEC-HS era già stato segnalato in precedenza per questo candidato.
La IEC-HS è un effetto collaterale raro ma grave, già osservato con terapie CAR-T dirette contro CD19 e BCMA in ambito oncoematologico. Secondo gli analisti, la produzione rapida delle cellule – una caratteristica comune a rap-cel e zola-cel – potrebbe favorire un’espansione cellulare più marcata e contribuire alla tossicità osservata, anche se non si esclude un ruolo di fattori legati alle specifiche indicazioni o alla predisposizione dei pazienti.
La vicenda coinvolge due tra i maggiori attori nello sviluppo di terapie CAR-T per le malattie autoimmuni, un’area in forte espansione dopo i risultati ottenuti in oncoematologia. Per gli informatori scientifici che seguono ematologia, reumatologia e neurologia, l’episodio segnala i rischi di sicurezza ancora da chiarire in questo ambito terapeutico emergente, con possibili ricadute sui tempi di sviluppo e sul posizionamento competitivo di altre aziende impegnate nello stesso segmento, come Autolus, Cabaletta Bio, CRISPR Therapeutics, Kyverna Therapeutics e Allogene Therapeutics.









