Nanovettori: sfruttare un punto di debolezza in un vantaggio

Nanovettori biocompatibili e biodegradabili denominati  “Ananas”, sono il frutto della ricerca dell’ Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS e l’Università degli Studi di Padova pubblicato su Acs Nano.

Fruttare la tendenza di alcuni nanovettori ad accumularsi nel fegato, in una possibile nuova strategia terapeutica per patologie epatiche, infiammatorie e autoimmuni. In un modello animale di epatite autoimmune, il dexametasone (un farmaco steroideo), è stato incorporato in nanovettori biocompatibili e biodegradabili. Con il risultato di ridurre la tossicità del medicinale e potenziarne l’effetto terapeutico.

Ridurre gli sprechi sui farmaci tramite la vendita sfusa per ciclo terapeutico
Recordati: risultati positivi nel primo trimestre 2019, ricavi +4,5%

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