L’immuno-oncologia combatte il carcinoma cutaneo a cellule squamose

Per la forma avanzata della patologia, particolarmente aggressiva, fino a poco tempo fa mancava una soluzione terapeutica efficace. Recentemente è stata approvata la commercializzazione anche in Europa di un nuovo anticorpo monoclonale che presenta miglioramenti significativi nel tasso di risposta al trattamento e della durata della risposta nel tempo.

Facilmente gestibile nelle sue forme precoci, diventa difficile da trattare in circa il 3% dei casi, quando progredisce nella fase avanzata risultando particolarmente aggressivo. È il carcinoma cutaneo a cellule squamose (Cscc), un tumore della pelle con un notevole impatto sulla qualità della vita dei pazienti che, nella sua forma metastatica, ha una sopravvivenza inferiore ai due anni. Nelle fasi iniziali sono spesso risolutive radio e chemioterapia, mentre per lo stadio avanzato non esisteva fino a poco tempo fa uno standard di cura efficace.

“L’immuno-oncologia, cioè quel ramo dell’oncologia che stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali, fornisce oggi nuove prospettive: “Le soluzioni terapeutiche immuno-oncologiche, che agiscono bloccando il percorso di segnalazione della proteina PD-1 (proteina di morte cellulare programmata di tipo uno), consentono al sistema immunitario del paziente di attaccare le cellule tumorali – sottolinea Paolo
Bossi
, Professore di Oncologia Medica, Università di Brescia – Si tratta di una vera e propria svolta in termini terapeutici perché presenta dei miglioramenti significativi nel tasso di risposta al trattamento e della durata della risposta nel tempo”.

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