Fumo e tumore al polmone: diagnosi precoce possibile nei soggetti ad alto rischio.

Tac spirale toracica a basso dosaggio di radiazioni (LDCT) e test microRNA sul sangue: sono questi i due esami che, in combinazione, rappresentano lo strumento diagnostico innovativo che può per la prima volta cambiare il destino di forti fumatori e soggetti ad alto rischio di sviluppo del carcinoma polmonare.

A evidenziarlo sono i dati dello studio bioMILD condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) e sostenuto da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, presentati oggi alla 20° Conferenza mondiale dell’International Association for the Study of Lung Center (IASLC).

Si tratta di risultati importanti che, per la prima volta, aprono la strada a programmi di diagnosi precoce non uguali per tutti, bensì strutturati ad hoc e personalizzati secondo le caratteristiche di ciascun soggetto.

“Lo studio bioMILD ci permette di costituire le basi per l’avvio di programmi di controllo mirati per la diagnosi precoce del tumore al polmone e rappresenta una svolta che apre la strada a una metodologia di screening avanzato per i forti fumatori non ancora prevista” – sottolinea Giovanni Apolone, Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “Il nostro Istituto da anni crede fortemente che sia possibile sviluppare questa tipologia di programmi e la prima dimostrazione concreta l’abbiamo ottenuta con lo studio MILD (Multicenter Italian Lung Detection), pubblicato quest’anno sul Journal of Thoracic Oncology. Con quello studio, abbiamo provato che grazie allo screening prolungato per dieci anni fosse possibile ottenere una riduzione della mortalità per tumore polmonare pari al 39%. È un passo avanti nella direzione di avere dei programmi di screening più personalizzati, nel contesto di una prevenzione di precisione”.

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