Fda approva nuova terapia per leucemia mieloide acuta con mutazione

L’azienda farmaceutica Servier ha annunciato che la Food and Drug Administration (Fda) ha approvato ivosidenib in combinazione con azacitidina per il trattamento di pazienti con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta (Lma) con mutazione Idh1 negli adulti over 75 o che hanno comorbidità che precludono l’uso della chemioterapia di induzione intensiva.

Ivosidenib è la prima target therapy diretta contro il metabolismo del cancro approvata in combinazione con azacitidina per i pazienti di nuova diagnosi per Lma con mutazione di Idh1. Lo studio Agile è stato l’unico studio di fase 3 progettato specificamente per i pazienti con nuova diagnosi di Lma con mutazione di Idh1 che non possono essere sottoposti a chemioterapia intensiva.

L’Applicazione supplementare di nuovi farmaci per ivosidenib ha ricevuto una “Priority Review” ed è stata esaminata dalla Fda nell’ambito del suo programma pilota Real-Time Oncology Review (Rtor), che mira a fornire trattamenti sicuri ed efficaci ai pazienti il prima possibile.

La decisione di Fda si basa sull’insieme di evidenze a supporto di ivosidenib, che ora è approvato per diverse tipologie di cancro con mutazione di Idh1″, ha dichiarato David K. Lee, Chief Executive Officer, Servier Pharmaceuticals. “In qualità di leader in oncologia e pionieri della scoperta del ruolo dell’inibizione di Idh, siamo orgogliosi di mettere a disposizione una nuova opzione terapeutica per i pazienti affetti da leucemia mieloide acuta e continuare a impegnarci per allargare i confini dell’innovazione in oncologia e non solo“.

L’approvazione dell’estensione di indicazione di ivosidenib è supportata dai dati del trial Agile, uno studio globale di Fase 3 in pazienti con Lma con mutazione di Idh1 non trattata in precedenza. I risultati dello studio Agile hanno dimostrato un miglioramento statisticamente significativo della sopravvivenza libera da eventi e della sopravvivenza globale.

Ivosidenib, in associazione ad azacitidina, ha triplicato la sopravvivenza globale mediana (24 mesi) rispetto a placebo più azacitidina (7,9 mesi) come trattamento di prima linea per la Lma con mutazione di Idh1. I risultati dello studio Agile sono stati presentati all’American Society of Hematology (Ash) Annual Meeting and Exposition del 2021 e recentemente pubblicati sul New England Journal of Medicine (Nejm).

La leucemia mieloide acuta è un tipo di tumore del sangue che può progredire rapidamente e che ha spesso una prognosi sfavorevole, soprattutto nei pazienti anziani. Questo genera preoccupazione non solo nel paziente ma anche nel contesto familiare, con conseguente, significativo impatto sulla qualità della vita – ha dichiarato Adriano Venditti, responsabile del Working Party Leucemie Acute del Gimema (Gruppo italiano malattie ematologiche dell’adulto) – L’approvazione da parte di Fda di ivosidenib in combinazione con azacitidina rappresenta una buona notizia per i pazienti affetti da Lma con mutazione di Idh1 che presto potranno beneficiare di un nuovo trattamento in grado di prolungare la sopravvivenza libera da eventi e quella globale. Da sottolineare che questa nuova terapia rappresenta un’opportunità per pazienti non candidabili alla chemioterapia intensiva a causa dell’età o per la presenza di comorbidità“.

Le persone con una leucemia mieloide acuta, in particolare i pazienti di nuova diagnosi che non possono ricevere la chemioterapia intensiva, finora hanno avuto poche opzioni di trattamento“, ha dichiarato Susan Pandya, M.D., Vice President Clinical Development and Head of Cancer Metabolism Global Development Oncology & Immuno-Oncology, Servier. “L’approvazione di ivosidenib in combinazione con azacitidina rappresenta un importante progresso per i pazienti con nuova diagnosi di leucemia mieloide acuta con mutazione di Idh1″. La mutazione di Idh1 è presente in circa il 6-10% dei casi di Lma.

La combinazione di ivosidenib e azacitidina ha dimostrato un profilo di sicurezza coerente con i dati pubblicati in precedenza. Le reazioni avverse più comuni (>10%) nei pazienti con nuova diagnosi di Lma che hanno ricevuto ivosidenib in combinazione con azacitidina sono state: nausea, vomito, artralgia, prolungamento del tratto Qt, dispnea, insonnia, sindrome di differenziazione, ematoma, leucocitosi ed emicrania. Le anomalie di laboratorio osservate (>10%) sono relative a variazioni nei valori di leucociti, piastrine, linfociti, neutrofili, glucosio, fosfato, aspartato aminotransferasi, magnesio, fosfatasi alcalina e potassio.

Brevetti e concorrenza: parla il presidente di Egualia
Farmaci tradizionali e biologici: il punto della situazione

Flash news simili

Editoriali

L’esperto risponde