Farmaci, lo spazio diventa la nuova frontiera della ricerca: BMS e Lilly ci credono

Lo spazio si sta affermando come nuova frontiera della ricerca farmaceutica. Dopo le prime sperimentazioni condotte da Bristol Myers Squibb ed Eli Lilly in collaborazione con Redwire, azienda statunitense specializzata in tecnologie spaziali, la società ha compiuto un ulteriore passo verso l’industrializzazione di questo approccio, inaugurando a Georgetown, in Indiana, un centro di ricerca dedicato alle applicazioni biofarmaceutiche in microgravità.

La nuova struttura, di circa 2.800 metri quadrati, diventerà l’hub globale di Redwire per lo sviluppo di payload destinati agli esperimenti nello spazio e ospiterà anche le attività di SpaceMD, la controllata dedicata alle applicazioni della microgravità nei settori delle biotecnologie e delle scienze della vita. Negli ultimi anni Bristol Myers Squibb ed Eli Lilly hanno avviato progetti distinti con Redwire per valutare il potenziale della microgravità nello sviluppo di nuovi farmaci: BMS ha utilizzato la piattaforma PIL-BOX per studi sulle piccole molecole, mentre Lilly ha condotto una serie di esperimenti finalizzata a migliorare lo sviluppo di terapie per le malattie croniche.

Lo spazio offre condizioni particolarmente favorevoli alla ricerca farmaceutica: in assenza di gravità, i cristalli delle molecole possono crescere in modo più uniforme e con un livello di purezza superiore rispetto a quanto avviene sulla Terra, consentendo ai ricercatori di ottenere informazioni più accurate sulla struttura tridimensionale dei composti. Questo migliora la progettazione dei farmaci e l’analisi delle interazioni tra molecole e bersagli biologici. Se finora lo spazio è stato soprattutto un laboratorio per dimostrare la fattibilità di nuovi approcci sperimentali, l’investimento di Redwire nel nuovo centro suggerisce che il settore stia entrando in una fase diversa, in cui la microgravità inizia a essere considerata una vera e propria infrastruttura della ricerca biofarmaceutica.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco, questo trend segna l’ingresso di un nuovo strumento nella cassetta degli attrezzi della ricerca e sviluppo delle grandi aziende con cui collaborano: comprendere queste tecnologie emergenti aiuta a interpretare meglio l’innovazione dei pipeline farmaceutici che si troveranno a comunicare ai professionisti sanitari nei prossimi anni.

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