Eccipienti e farmaci: alcuni ingredienti inerti potrebbero non esserlo

Eccipienti nei farmaci, usati da decenni e ritenuti privi di effetti sull’organismo, potrebbero giocare un ruolo nelle controindicazioni dei medicinali.

Alcune componenti dei farmaci tradizionalmente considerate inerti, ossia prive di qualunque azione farmacologica, potrebbero invece essere biologicamente attive. È il sospetto avanzato da uno studio pubblicato su Science, secondo il quale diversi eccipienti da tempo considerati innocui e ormai poco studiati, potrebbero in realtà contribuire, alla lunga, ad alcuni dei possibili effetti collaterali dei farmaci in cui si trovano.

ATTORI NON PROTAGONISTI. Il principio attivo vero e proprio costituisce solo una piccola parte, quanto a massa, degli ingredienti di un farmaco. Il resto è composto da altre molecole come conservanti, coloranti, sostanze antimicrobiche: sono gli eccipienti, che non possiedono proprietà terapeutiche ma facilitano l’assunzione del farmaco, il suo assorbimento, la corretta conservazione. Proprio per il loro ruolo di supporto, gli eccipienti sono molto importanti e vantano una lunga storia di utilizzo. La loro tossicità è stata esclusa attraverso studi su modelli animali; ma proprio perché largamente usati, le loro possibili interazioni con altri farmaci e le conseguenze a lungo termine andrebbero – secondo gli autori dello studio – indagate più attentamente.

SORVEGLIATI SPECIALI. I ricercatori dell’Università della California di San Francisco e del Novartis Institutes for BioMedical Research (NIBR) hanno passato al setaccio 3.296 eccipienti contenuti in un database di ingredienti inattivi della Food and Drug Administration statunitense, e ne hanno identificati 38 che interagiscono con importanti enzimi e recettori umani. Il team ha ristretto la rosa di molecole sospette attraverso una serie di analisi computazionali, testando poi gli effetti di alcune decine di esse su colture di cellule umane in laboratorio.

Lo studio non ha verificato gli effetti di questi eccipienti su pazienti in carne ed ossa, ma ha solo individuato alcuni ingredienti teoricamente inattivi che invece potrebbero esercitare una qualche azione – bisognerebbe per esempio capire, se una loro prolungata assunzione possa contribuire ad alcuni degli effetti collaterali descritti nei bugiardini.

ATTENZIONE, NON DIFFIDENZA. In futuro, analisi specifiche su queste molecole potrebbero portare alla loro sostituzione con altri eccipienti che siano realmente inerti. Da tempo, comunque, l’elenco degli eccipienti è specificato nei foglietti illustrativi: alcuni di essi potrebbero per esempio dare problemi ai pazienti diabetici (perché a base di saccarosio), altri, come i parabeni (conservanti con proprietà antimicrobiche e antifungine), suscitare reazioni allergiche a chi ha un’ipersensibilità nota verso quelle sostanze.

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