Dieci innovazioni che cambieranno l’healthcare nel prossimo decennio

Ecco la lista, secondo il Time, delle novità che più di altre sono destinate a cambiare l’assistenza sanitaria da qui a dieci anni. Dalle cellule staminali per curare il diabete alla riabilitazione con la realtà virtuale e l’utilizzo dei droni

Stanno per iniziare gli anni ’20 e con essi le previsioni di cosa ci attenderà nella prossima decade. Difficile dirlo soprattutto se si pensa alle piccole rivoluzioni che nel bene e nel male si sono susseguite dal 2010 a oggi. A iniziare dall’esplosione dei social network e delle chat, dell’intelligenza artificiale e del 4G, passando per la mano robotica, la creazione in laboratorio della prima forma di vita artificiale e la scoperta di Crispr, l’aggravarsi dell’emergenza climatica e tanto altro ancora. Secondo il Time, alcune innovazioni più di altre sono destinate a segnare i prossimi dieci anni e cambiare l’healthcare e la medicina degli anni ‘20. Abbiamo selezionato dieci delle innovazioni scelte dalla redazione del settimanale statunitense.

Curare il diabete con le cellule staminali

Se qualcosa si rompe o è difettoso, si può scegliere di aggiustarlo o sostituirlo. Doug Melton, biologo di Harvard, ha scelto di sostituire le cellule difettose delle persone diabetiche, con cellule staminali per creare cellule beta che producono insulina. Il suo lavoro è iniziato oltre 10 anni fa, quando la ricerca sulle cellule staminali suscitava allo stesso tempo speranze e polemiche. Nel 2014 ha co-fondato Semma Therapeutics – il nome deriva da Sam ed Emma, suoi figli, entrambi affetti da diabete di tipo 1 – per sviluppare la tecnologia, che questa estate è stata acquisita da Vertex Pharmaceuticals per 950 milioni di dollari.

La società ha creato un piccolo dispositivo impiantabile – contenente milioni di cellule beta sostitutive – che lascia passare glucosio e insulina ma non le cellule immunitarie, in modo che queste non attacchino anche le nuove cellule del pancreas (nel diabete di tipo 1 la distruzione delle cellule beta è dovuta a una reazione autoimmunitaria). “Se funzionerà negli esseri umani tanto bene come ha funzionato sui modelli animali, è possibile che le persone non saranno più diabetiche” ha affermato Melton. “Mangeranno, berranno e giocheranno come chi non ha questa patologia”.

Biobanche globali e diversificate  

Il decennio che sta volgendo al termine è stato anche quello della medicina personalizzata. Ma c’è un limite, non ancora superato, che rischia di minacciarne il concreto utilizzo, ed è quello della variabilità genetica delle biobanche. Oggi, infatti, le persone di origine caucasica, nonostante siano una minoranza nella popolazione globale, rappresentano quasi l’80% dei soggetti coinvolti nella ricerca sul genoma umano. Per cercare di risolvere il problema il 34enne Abasi Ene-Obong ha fondato la startup 54gene, chiamata così per i 54 paesi africani.

La biobanca con sede in Nigeria sta acquisendo materiale genetico da volontari in tutto il continente, per rendere la ricerca e lo sviluppo di farmaci più equi. Se le aziende trarranno profitto sviluppando farmaci basati sul Dna delle popolazioni africane, l’Africa dovrebbe trarne beneficio. Motivo per cui, 54gene sta dando la priorità alle aziende che si impegnano a includere i paesi africani nei piani di marketing per i farmaci commercializzati. “Se facciamo parte del percorso di sviluppo dei medicinali – ha affermato Ene-Obong – forse riusciremo anche a portarli in Africa”.

Il trasporto con i droni

I campioni di materiale medico particolarmente delicati, come sangue, tessuti o cellule, sempre più in futuro saranno trasportate da droni, come ha in parte dimostrato un programma sperimentale di Ups. Il Flight Forward – questo il nome – prevede consegne autonome di materiale vivente tra due succursali di un ospedale di Raleigh, nel nord della California, situati a 150 iarde di distanza (circa 137 metri). Distanza che potrebbe essere percorsa anche a piedi ma che è servita come test per ottenere l’approvazione della Federal Aviation Administration (Faa) per estendere il sistema a 20 ospedali negli Stati Uniti nei prossimi due anni.

“Prevediamo che UPS Flight Forward un giorno diventerà una parte molto significativa della nostra azienda” ha affermato David Abney, Ceo di Ups, a proposito del servizio che permetterà di consegnare campioni di urina, sangue e tessuti ed altri prodotti sanitari essenziali come farmaci. Ups non è però il solo impegnato nelle spedizioni aeree pionieristiche. Wing, una divisione della società madre di Google Alphabet, ha ricevuto un’approvazione Faa simile, ma più limitata, per effettuare consegne sia per Walgreens che per FedEx. E in Ghana e Ruanda, i droni gestiti dalla startup Zipline della Silicon Valley stanno già consegnando forniture mediche ai villaggi rurali.

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