Coniugati farmaco-anticorpo, è il loro momento?

Un’analisi condotta per la Reuters mostra che sono dozzine le aziende farmaceutiche che stanno conducendo esperimenti clinici sugli Adc. In particolare sarebbero 89 le terapie in studio che associano un anticorpo a un agente tossico antitumorale

Secondo un’analisi della Reuters sono dozzine le aziende farmaceutiche che stanno conducendo esperimenti clinici sui coniugati farmaco-anticorpo (Adc). Al momento in particolare sarebbero 89 le terapie in studio che associano un anticorpo a un agente tossico antitumorale. Un numero senza precedenti, secondo i dati raccolti da Beacon Targeted Therapies per la Reuters, in base alla revisione delle pipeline delle aziende (Beacon fornisce consulenza alle aziende farmaceutiche su terapie mirate, aiutandoli a decidere se perseguire potenziali farmaci o reindirizzare gli sforzi, in base alle tendenze del settore). E molti altri composti sarebbero al momento in fase pre-clinica.

I “missili guidati”

Gli Adc sono descritti dai ricercatori come “missili guidati”, progettati per eliminare il tumore e rilasciare citotossine che erogano fino a 10.000 volte la potenza della chemioterapia standard, riducendo al minimo i danni ai tessuti sani. Niente di nuovo se si pensa che l’approccio è da decenni al centro dell’attenzione del settore biotecnologico. Ma molte delle sperimentazioni sugli Adc sono fallite a causa della complessità dell’accoppiamento tra l’anticorpo giusto e l’agente tossico appropriato. Alcuni sono stati abbandonati perché troppo deboli, altri perché troppo dannosi.

Scarsi risultati

Dal 2000 al 2018, solo cinque coniugati farmaco-anticorpo hanno ottenuto l’approvazione. Solo uno, il Kadcyla di Roche, approvato nel 2013 per il carcinoma mammario, ha superato il miliardo di dollari di vendite annuali. Questo dopo che i dati dello scorso anno hanno dimostrato di aver aumentato la sopravvivenza libera da malattia per alcuni pazienti rispetto al trattamento standard, Herceptin sempre di Roche.

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