Cefalosporine: una storia sarda con un Nobel mancato

La storia della cefalosporina inizia negli anni ’40 a Cagliari, Sardegna, grazie al lavoro del medico e ricercatore Giuseppe Brotzu.

Nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale, Brotzu e il suo collaboratore Antonio Spanedda iniziarono a indagare sulle acque del porto di Cagliari, notando la bassa incidenza di casi di salmonellosi nonostante le acque non fossero particolarmente salubri.

La loro intuizione li portò a raccogliere campioni di acqua e a condurre esperimenti che alla fine portarono all’identificazione di un micete, appartenente agli sporofori e al genere cephalosporium, che sembrava avere proprietà antibatteriche.

Questa sostanza attiva, successivamente chiamata “micetina Brotzu“, fu il punto di partenza per la scoperta delle cefalosporine.

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