Cancro al rene, la combinazione cabozantinib e nivolumab estende la sopravvivenza

Uno studio di Fase III che indaga la combinazione di nivolumab e cabozantinib in pazienti con carcinoma a cellule renali (RCC) avanzato o metastatico non trattato in precedenza ha centrato il suo endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione (PFS).

Lo hanno rxso noto Bristol Myers Squibb ed Exelixis (l’azienda che ha sviluppato cabozantinib). Ipsen detiene i diritti su quest’ultimo ad eccezione di Stati Uniti e del Giappone, mentre Takeda detiene i diritti in quest’ultimo Paese.

Le aziende hanno notato che lo studio CheckMate -9ER (NCT03141177) ha anche raggiunto gli end point secondari di sopravvivenza globale (OS) con un’analisi provvisoria prestabilita e un tasso di risposta obiettivo.

Nello studio, i pazienti con RCC avanzato o metastatico non trattato in precedenza sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 per ricevere la combinazione di cabozantinb e nivolumab o il solo sunitinib. L’analisi primaria di efficacia ha confrontato la combinazione di nivolumab cabozantinib rispetto a sunitinib in tutti i pazienti randomizzati, con un follow-up mediano di 18,1 mesi.

I risultati hanno mostrato che la combinazione dei due farmaci ha ridotto significativamente il rischio di progressione della malattia o di morte rispetto a sunitinib, con un rapporto di rischio di 0,51. Parallelamente, per la OS, il rapporto di rischio era di 0,60, mentre la combinazione era associata a risposte “profonde e durature”. La combinazione cabozantinib e nivolumab ha dimostrato un profilo di sicurezza favorevole, con una bassa frequenza di interruzioni del trattamento dovute a eventi avversi.

«I risultati dello studio registrativo CheckMate -9ER dimostrano chiaramente che la combinazione di cabozantinib e nivolumab fornisce un beneficio clinicamente significativo nelle misure di efficacia chiave della sopravvivenza libera da progressione e della sopravvivenza globale per i pazienti affetti da cancro ai reni non trattati in precedenza» ha affermato Toni K. Choueiri, MD, direttore del Lank Center for Genitourinary Oncology presso il Dana-Farber Cancer Institute e Jerome e Nancy Kohlberg, professore di medicina alla Harvard Medical School.

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