Per Femca Cisl solo gli Isf inseriti all’interno del CCNL hanno diritto al vaccino

All’interno di una lettera aperta, il Presidente Nazionale di Fedaiisf Antonio Mazzarella, si schiera con gli Informatori chiedendo un riscontro in merito alla lettera inviata il 12 gennaio da Femca Cisl al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli.

La lettera contiene la legittima richiesta di includere gli informatori scientifici all’interno delle categorie di lavoratori ad elevato rischio di contagio al fine di poter ricevere il vaccino. Tuttavia, secondo la definizione di Femca Cisl, gli unici Informatori Scientifici che hanno diritto di essere considerati tali e di accedere dunque al farmaco, sono unicamente quelli segnalati annualmente dalle aziende farmaceutiche ad Aifa. Sono invece da ignorare altri “tentativi di accreditamento”. In poche parole, per chi ha scritto la lettera, solo gli Isf inseriti all’interno del CCNL.

E i tantissimi Informatori che lavorano con contratti in P.IVA e presso aziende di integratori, parafarmaci o dispositivi medici?  Secondo Femca, queste categorie, che rappresentano il 60% del totale, non hanno il diritto di proteggersi per poter svolgere il loro lavoro. Non avrebbero nemmeno, in base al comunicato, “la dignità di esercitare il loro diritto costituzionale al lavoro” come sottolineato da Mazzarella.

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