Patto Salute. Tutti i “no” del Mef: no a stop incompatibilità per i presidenti-commissari, no ai tetti flessibili e ad altre norme sul personale. Conferma invece per aumento Fondo sanitario

Più in particolare, dall’Economia hanno bocciato la proposta che prevedeva, per le Regioni in equilibrio economico o che abbiano migliorato i loro conti negli ultimi 3 anni, di mettere a disposizione delle aziende risorse aggiuntive per valorizzare la professionalità dei dirigenti medici, veterinari e sanitari e degli operatori delle professioni infermieristiche, ostetriche e tecniche della riabilitazione e della prevenzione. Altra riserva da parte del Mef riguarda la possibilità per gli specialisti di rimanere a lavoro oltre i 40 anni di servizio. Riserve anche su fondi integrativi.

Pronta la nuova bozza di Patto per la Salute che integra quella già anticipata da Quotidiano Sanità lo scorso 25 settembre. Diverse le conferme, ma anche le novità inserite nel nuovo testo composto non più da 15 ma da 14 schede. Salta infatti, nella nuova versione, la scheda sul sistema comune di controlli di appropriatezza degli erogatori accreditati.

Innanzitutto, vengono confermati gli aumenti da 3,5 mld al Fondo sanitario per il 2020-2021: in particolare: 114.474.000.000 euro per l’anno 2019, 116.474.000.000 euro per l’anno 2020 e in 117.974.000.000 euro per l’anno 2021, come previsto dall’articolo 1, comma 514, della legge di Bilancio dell’anno scorso.  Così come la cancellazione della clausola di salvaguardia finanziaria, la maggiore flessibilità ai tetti di spesa per il personale, il commissariamento solo per le Regioni in gravi difficoltà e l’abolizione del superticket.

Non mancano, però, in questa nuova bozza, diversi pareri negativi e riserve da parte del Ministero dell’Economia su molte proposte. A partire dalla scheda 2 sulla garanzia dei Lea, dove il Mef pone il suo veto sulla proposta di stop ad ogni forma di incompatibilità tra il ruolo di presidente di Regione e quello di Commissario ad acta del Ssr.

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