I medici snobbano i vaccini per l’influenza: “Così veicolano la malattia”

Appello della Regione e dell’Asl. L’Ordine: “Devono dare il buon esempio”

Quando si dice: predicare bene, razzolare male. Medici, infermieri e operatori socio sanitari – in prima linea quando si tratta di impartirci lezioni di prevenzione – sono tra le categorie più renitenti al vaccino. Parliamo di quello antinfluenzale, ordinato dai medici e progressivamente somministrato ai pazienti nell’ambito della campagna vaccinale partita martedì: 350 mila dosi di antidoto già ritirate a Torino.

Somministrato ai pazienti ma non a se stessi. A fronte di un comparto sanitario di circa 30 mila unità (53 mila con gli amministrativi), nella stagione influenzale 2017-2018 si sono vaccinate appena 5.797 (23%). Andando a ritroso le cose non migliorano: stagione 2016-2017, 5.210 unità (20,67%); 2015-2016, 4.458 (17,69); 2014-2015, 5.582 (22,15). Il quadro è opera del Seremi, il Servizio di sorveglianza delle malattie infettive, su richiesta della Regione. Stando ad Anaao Assomed, il sindacato dei medici, nei grandi ospedali torinesi non si supera il 5-7% di camici bianchi vaccinati.

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