Dispositivi di protezione individuale “in deroga”: solo il 4% supera l’esame Inail

Il Cura Italia ha attribuito all’Istituto il compito di valutare Dpi (dalle visiere alle tute, etc.) da produrre, importare o immettere in commercio. Su 2.458 pratiche solo 96 soddisfano i requisiti di qualità e sicurezza per la protezione di lavoratori e operatori sanitari

Solo quattro su cento vanno bene. È il bilancio dell’Inail sui dispositivi di protezione individuale valutati in deroga per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Secondo i dati dell’istituto, raccolti in un report e aggiornati al 4 maggio, su 2.458 pratiche esaminate solo 96 hanno soddisfatto i requisiti di qualità e sicurezza per la protezione di lavoratori e operatori sanitari.

La valutazione Inail

Una premessa: l’articolo 15 del decreto Cura Italia ha attribuito in via straordinaria all’Inail la funzione di validazione dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) utili durante la pandemia, limitatamente a queste categorie: occhiali e occhiali a maschere, visiere, semi-maschere, indumenti di protezione, guanti monouso e calzari. La deroga riguarda la procedura e la relativa tempistica e non gli standard di qualità dei prodotti che si andranno a produrre, importare e commercializzare. Un’eccezione rispetto alla procedura standard per ottenere la marcatura CE.

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