L’ATTIVITÀ DI INFORMATORE È COMPATIBILE CON IL CONTRATTO DI LAVORO AUTONOMO

Una sentenza del Tribunale di Milano del 30 dicembre scorso conferma che il lavoro dell’Isf può configurarsi anche come quello di agente di commercio

L’ attività dell’Isf ha subito, a partire dal Decreto Lgs 219/06 (il codice del farmaco) una evoluzione sul piano normativo che, da una risalente visione di attività focalizzata esclusivamente sulla divulgazione di informazioni tecniche, ha decisamente messo in luce il ruolo commerciale dell’informatore, finalizzato alla promozione delle vendite. Lo afferma apertamente il codice del farmaco che all’articolo 113 definisce “pubblicità dei medicinali” “qualsiasi azione di informazione, di ricerca della clientela o di esortazione alla vendita, intesa a promuovere la prescrizione …” I mutamenti del mercato hanno avuto grande parte in questo diverso approccio. L’irrompere del farmaco equivalente sul mercato, il fatto che necessariamente, per tali farmaci, l’aspetto informativo spostasse il focus sulla convenienza economica, rispetto alla tradizionale illustrazione degli effetti, il trasferimento di potere decisionale in capo al farmacista hanno giocato un ruolo importante. Un’altra spinta è poi arrivata dalla forza dirompente delle nuove tecnologie, che hanno messo a disposizione nuovi e sempre più efficaci strumenti di comunicazione. E se cambiano i prodotti e cambiano gli interlocutori, se nascono nuovi canali, per forza di cose devono evolversi anche le modalità di comunicazione delle aziende farmaceutiche.

estratto dell’intervista fatta al dott. Massimo Lupi, pubblicata da Aboutpharma 

L’informatore farmaceutico – dati IMS
Manovra. Il testo inviato al Quirinale. Ecco tutte le norme sulla sanità

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