Stupefacenti in ospedale, arriva il decreto sicurezza: casseforti, telecamere e controlli ogni 48 ore

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al nuovo decreto del ministero della Salute sulle misure minime di sicurezza per i medicinali stupefacenti e psicotropi nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Il testo, composto da 19 articoli, si inserisce nel Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici, e riguarda farmacie ospedaliere e territoriali, ospedali, case di cura, servizi per le dipendenze e strutture penitenziarie.

Ogni struttura dovrà adottare una procedura aziendale unica, validata dalla direzione generale, che disciplina responsabilità, gestione degli accessi, movimentazioni e formazione del personale. I farmaci dovranno essere custoditi in casseforti certificate in classe I EN 1143-1 o in locali blindati, con videosorveglianza e sistemi di accesso tracciato; per le farmacie delle aziende sanitarie sono previsti anche allarmi collegati a una centrale di vigilanza. La corrispondenza tra giacenza reale e contabile andrà verificata ogni 48 ore (72 nei festivi), con conteggio straordinario per ogni scostamento non giustificato. I trasporti tra farmacia e reparti dovranno avvenire con sigilli antimanomissione, e ogni anomalia – furti, manomissioni, prescrizioni sospette – dovrà essere segnalata entro 12 ore, con comunicazione ad Aifa per l’inserimento nel database europeo MEDI-THEFT.

Il provvedimento nasce dopo una serie di episodi di furto e diversione di stupefacenti dai circuiti ospedalieri emersi negli ultimi mesi, e punta a chiudere le falle lungo tutta la filiera, dall’arrivo del farmaco in reparto fino allo smaltimento. Le strutture avranno 90 giorni dalla pubblicazione per adeguarsi; le ispezioni saranno almeno semestrali, trimestrali dove emergono criticità.

Per chi lavora sul territorio ospedaliero, il decreto ridisegna le procedure che i reparti seguiranno per la gestione degli oppioidi e degli altri farmaci controllati – un tema su cui gli ISF specializzati in area ospedaliera e in terapia del dolore dialogano quotidianamente con farmacisti e coordinatori infermieristici. Conoscere i nuovi obblighi di tracciabilità aiuta a inquadrare meglio le richieste dei clienti interni e a capire dove si concentreranno, nei prossimi mesi, gli investimenti delle strutture in sicurezza e formazione.

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