Informazione scientifica, i professionisti sanitari chiedono meno promozione e più utilità clinica

Una ricerca di Quotidiano Sanità condotta su 292 professionisti sanitari fa il punto su cosa cercano davvero medici, specialisti e farmacisti nella comunicazione scientifica delle aziende farmaceutiche: meno tono promozionale, più utilità clinica concreta.

Il 50% degli intervistati dichiara che contenuti aziendali validi li spingono “qualche volta” ad approfondire, il 27% “spesso” — solo il 6% risponde “mai”. I formati più apprezzati sono gli articoli sintetici (31%), i webinar (28%) e le newsletter (17%). A distinguere un contenuto utile da uno puramente promozionale sono soprattutto la rilevanza clinica (25%) e l’autorevolezza della fonte (24%), seguite da chiarezza dei dati (18%) e trasparenza sui limiti (17%). Gli effetti concreti sono misurabili: il 43% dei professionisti approfondisce tramite Linee Guida dopo aver ricevuto un contenuto valido, il 24% rivede scelte cliniche, il 14% lo condivide con i colleghi. Il beneficio principale percepito è il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, indicato dal 43% degli intervistati.

Le richieste per il futuro sono altrettanto nette: il 22% chiede più confronto tra alternative terapeutiche, il 21% una riduzione del tono promozionale, il 20% contenuti più brevi e pratici. Emergono anche differenze per professione: gli specialisti prediligono articoli e verifiche approfondite, i medici di medicina generale la trasferibilità pratica, i farmacisti newsletter e materiali comparativi.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco, questa ricerca è una fotografia diretta di ciò che rende efficace il proprio lavoro sul campo. Il messaggio dei professionisti sanitari è chiaro: la fiducia si costruisce con contenuti sintetici, autorevoli e ancorati alla pratica clinica quotidiana, non con la quantità di materiale distribuito.

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