Informazione medico scientifica a un bivio: i rischi della tecnologia

Nel 2008, Rahm Emanuel pronunciò la famosa frase, ancora particolarmente attuale: “Non lasciare mai che una crisi diventi un’opportunità sprecata”.

L’ “Osservatorio Scenario Salute” di Bhave ha intervistato presidenti di società scientifiche, dirigenti di aziende farmaceutiche e giornalisti rilevando che il 14% degli intervistati ritiene che, una volta risolta l’emergenza sanitaria, tutto tornerà esattamente come prima.

Secondo il 32% invece, lo scenario di fronte al quale ci troveremo sarà completamente diverso e il SSN dovrà essere totalmente rivisto. Inoltre, per il 54% dei partecipanti, per effetto del PNRR, ovvero il piano nazionale ricovero e resilienza, entro il 2033 saranno molteplici i cambiamenti che impatteranno su: strutture ospedaliere, investimenti nella medicina del territorio e prestazioni sanitarie a domicilio in un’ottica di semplificazione.

Come cambierà, quindi, l’informazione medico scientifica? Sia medici che aziende potranno percorrere due diverse strade. La prima è la ridondanza, ovvero una moltiplicazione dei canali di informazione. La seconda via è il feedback, vale a dire la restituzione da parte del medico dell’informazione ricevuta in modo da poterla verificare lasciando spazio a eventuali chiarimenti.

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