La recente delibera n. 1185 del 28 agosto 2025, emanata dal Commissario della Città della Salute di Torino, ha introdotto nuove restrizioni all’attività di informazione scientifica all’interno delle strutture sanitarie. In risposta, FED.A.I.I.S.F. ha inviato una PEC ufficiale chiedendo la revoca del regolamento in autotutela, sollevando forti perplessità su limiti temporali e modalità operative che potrebbero compromettere l’esercizio professionale dell’Informatore Scientifico del Farmaco.
Nel nuovo regolamento, l’attività degli ISF viene rigidamente confinata a specifici orari e luoghi, con accessi limitati e soggetti a tracciabilità. Fedaiisf contesta l’impostazione discriminatoria e stigmatizzante del documento, che presenta gli ISF più come potenziali agenti di disturbo che come professionistɜ sanitariɜ. L’associazione ricorda che la figura dell’Informatore è regolamentata dalla legge e parte integrante del SSN, come previsto dalla Legge 833/78 e dal D.Lgs. 219/06.
L’imposizione di limiti arbitrari (ad esempio 2 ore settimanali di accesso, fuori dall’orario lavorativo dei clinici) rappresenta, secondo Fedaiisf, una violazione dei principi di diritto al lavoro, alla privacy e alla dignità professionale. La PEC evidenzia anche la pericolosa esclusione dell’Informazione Scientifica relativa al parafarmaco e agli ausili, ponendo problemi di equità e rappresentanza dei lavoratori.
L’associazione chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto tra direzioni sanitarie, assessorati regionali e rappresentanze degli ISF, auspicando un regolamento condiviso che non ostacoli ma favorisca una corretta, trasparente e qualificata attività informativa al servizio del medico e della cura del paziente. La questione rimette al centro anche la necessità di una piena riconoscibilità giuridica della professione, attraverso l’istituzione dell’albo previsto dalla proposta di legge attualmente in Parlamento.









