Boehringer Ingelheim: scoppia protesta informatori valutati in base alle vendite

Nel cuore delle dispute aziendali tra colossi farmaceutici, si accende la protesta degli informatori scientifici del farmaco, guidati dagli Informatori della Boehringer Ingelheim. Questa battaglia non è confinata solo a una singola azienda, ma coinvolge diversi attori del settore farmaceutico, tutti in lotta contro strategie aziendali che minacciano di banalizzare l’informazione scientifica trasformandola in mero strumento pubblicitario. Ne abbiamo parlato recentemente nel nostro editoriale “Etica e business nel mondo degli Informatori: una riflessione necessaria“.

Secondo sindacati e la Federazione delle Associazioni Italiane degli Informatori Scientifici del Farmaco e del Parafarmaco (Fedaiisf), le valutazioni del lavoro dei professionisti potrebbero essere influenzate dalle vendite dei prodotti nelle rispettive aree di competenza, creando un incentivo alla commercializzazione e all’aumento delle vendite.

Il timore principale è che il ruolo degli informatori medico-scientifici venga contaminato da obiettivi puramente commerciali, snaturando la professione e compromettendo l’obiettivo primario di fornire informazioni scientifiche affidabili.

Attualmente, in Italia operano circa 10mila informatori assunti direttamente dalle aziende, oltre a 12mila professionisti a partita Iva, tutti con compensi basati sui risultati. La protesta è stata scatenata dall’iniziativa della Boehringer Ingelheim, colosso tedesco con sede a Milano, che propone una valutazione individuale legata al raggiungimento di obiettivi aziendali strettamente connessi alle vendite, scatenando il dissenso tra gli informatori.

Le preoccupazioni sindacali riguardano il rischio di ridurre l’informazione scientifica a semplice pubblicità, compromettendo la salute pubblica e il diritto alla salute dei cittadini. Il confronto rievoca l’era dello scandalo Poggiolini, sottolineando il pericolo di un ritorno a pratiche discutibili del passato. Gli informatori scientifici chiedono il riconoscimento della loro importanza nel fornire un ponte tra ricerca, produzione farmaceutica e medici, al di fuori da logiche commerciali.

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