Farmacisti liberi professionisti, AFaLP: rafforzare il ruolo, non introdurre l’assistente di farmacia

AFaLP (Associazione Farmacisti Liberi Professionisti) è intervenuta nel dibattito sulla riforma della professione, sostenendo che il futuro del farmacista passi dal riconoscimento e dall’ampliamento delle sue competenze, non da un ridimensionamento del suo ruolo. Il presidente Dario Moricci ha preso posizione contro l’ipotesi di introdurre la figura dell’assistente di farmacia, definendola una scelta che indebolirebbe l’identità della farmacia.

Nella lettera diffusa dall’associazione, Moricci chiarisce che l’esercizio della libera professione con partita Iva, disciplinato dall’articolo 2229 del Codice civile, non lascia margini di dubbio giuridico, e che la vera priorità è contrastare abusi come le false partite Iva e le forme di subordinazione mascherata, senza confondere questi fenomeni con la libera professione legittima. Per AFaLP, la criticità reale del settore è la progressiva perdita di attrattività della professione e la mancanza di una prospettiva che la renda più centrale nel sistema sanitario.

L’associazione avverte che ogni sostituzione di una competenza sanitaria con una figura meno qualificata abbassa il livello del servizio in farmacia e ne intacca l’identità, rischiando di spostare la competizione sul solo prezzo, a vantaggio delle realtà economicamente più forti. Moricci richiama i modelli di altri Paesi, dove il farmacista si occupa già di medication review, deprescribing, deblistering e gestione delle patologie minori, e in alcuni casi anche di prescrizione.

Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla carenza di farmacisti e sull’attrattività della professione: AFaLP sottolinea come pochi giovani siano disposti a investire cinque anni di università, un tirocinio professionalizzante e un esame di Stato per una professione le cui competenze rischiano di essere progressivamente svuotate.

Per gli informatori scientifici del farmaco, il dibattito sul ruolo del farmacista è un indicatore diretto degli assetti professionali con cui si confrontano quotidianamente sul territorio: un farmacista con competenze ampliate rappresenta un interlocutore scientifico più qualificato, mentre un ridimensionamento del ruolo professionale potrebbe modificare le modalità di relazione e informazione in farmacia nei prossimi anni.

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