Integratori alimentari: le abitudini di acquisto on-line dei consumatori e l’impatto del COVID-19.

Intervista a Giovanna Loi – GroupM Chief Digital Officer

Post lockdown : come sta reagendo il mercato degli integratori alimentari?” è il webinar promosso da FederSalus, in collaborazione con GroupM e IQVIA su come il mercato degli integratori sta reagendo a questa fase emergenziale che ha avuto un impatto significativo su produzioni, abitudini e dinamiche di acquisto, con un focus specifico sull’e-commerce e sugli acquisti on-line.

Dai dati della V Indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare” del Centro Studi FederSalus, il valore totale delle vendite delle farmacie on line nel primo trimestre 2020 è stato di

€82 milioni, +64% rispetto al primo trimestre 2019; in particolare gli integratori alimentari sono risultati la prima categoria, con il 50% del valore totale. I prodotti più venduti sono stati quelli per il colesterolo (+39%), vitamine, minerali, immunostimolanti e probiotici (+28%) e quelli per il sonno e rilassamento (+24%).[1]

Giovanna Loi, Chief Digital Officer di GroupM, la più grande società di investimenti media a livello globale, ha fornito una fotografia dell’e-commerce oggi.

Quali sono i numeri dell’e-commerce oggi e come si colloca l’Italia rispetto alle dinamiche a livello globale?

L’eCommerce, nonostante continui a rappresentare una piccola parte degli acquisti complessivi, è sempre più rilevante in Italia: ha iniziato il 2020 con una crescita a doppia cifra (+16%) e che vede sempre più rilevante il peso dei prodotti sul totale dei volumi generati. Per anni, infatti, sono stati i servizi (ticketing, viaggi, assicurazioni, etc.) a prevalere, ma dal 2017 i prodotti hanno decisamente preso abbrivio e a fine 2019 arrivano a costituire il 58% del mercato, con una crescita del 21% su base annua (2019 vs 2018), come ha confermato l’Osservatorio del Politecnico di Milano a inizio Luglio, e con una stima che a fine 2020 supererà quota 22 miliardi per il B2C. Crescita che ha visto fare un salto in avanti agli alimentari (+56%), settore storicamente meno evoluto rispetto agli altri comparti, ma che è stato il principale motore di generazione di consumi durante l’emergenza Covid-19.

É una dinamica che ricalca quello che sta succedendo o è già successo anche in altri Paesi anche se l’Italia, con 18,1 miliardi di volume generato dall’e-commerce dei prodotti nel 2019, vede ancora una penetrazione intorno al 6%, lontana dal 20% circa degli USA o dal 15% di UK, ma abbastanza vicina all’8% della Germania. Questi tre, in particolare, sono Paesi già maturi, digitalmente più evoluti, dove l’e-commerce è un canale consolidato sia per i consumatori ma soprattutto per tutti gli operatori del settore. 

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