Fondazione Gimbe: «Per il Ssn saccheggio da 37 miliardi in dieci anni, il nuovo Governo investa più risorse e le blindi»

Cinque richieste al nuovo Governo e in particolare al ministro della Salute, Roberto Speranza, per mettere in sicurezza il Servizio sanitario nazionale. A lanciarle è la Fondazione Gimbe, think thank di politica sanitaria che parte da un dato drammatico: quei 37 miliardi di euro sottratti al Ssn tra definanziamento e tagli nel periodo 2010-2019. «Negli ultimi anni – spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – tutti i Governi hanno contribuito a sgretolare quella maestosa opera pubblica che è il Ssn, nato per tutelare la salute delle persone. Al nuovo Esecutivo impegnato nell’aggiornamento del Def e soprattutto nella stesura della legge di Bilancio, chiediamo di invertire nettamente questa tendenza». Come? Con una ricetta che “mixa” cambio di passo culturale e azioni concrete.

Cinque richieste al Governo. Al ministro Speranza in primis ma a tutto l’Esecutivo, perché è indubbio il peso che il Mef avrà nella partita, si chiede di passare dalle dichiarazioni di intenti della prima ora – «preservare e rilanciare la sanità pubblica e universalistica e rifinanziare il Ssn» e «lanciare un piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri» – alla «reale consapevolezza che – avvisano da Gimbe – servono volontà politica, investimenti rilevanti, un programma di azioni a lungo termine e innovazioni di rottura».

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