Farmaci: 15 miliardi a carico delle famiglie e bilanci regionali in affanno

Secondo il Quaderno n. 4 “La Sanità in cammino per il cambiamento” della Corte dei Conti, la spesa farmaceutica italiana ha raggiunto nel 2024 quota 37,7 miliardi di euro, con una crescita complessiva del +6,6%. La vera novità dell’analisi è la scomposizione del dato: 15,4 miliardi, pari al 41% del totale, sono stati sostenuti direttamente dalle famiglie, configurando una “tassa sanitaria” ormai strutturale e in crescita costante.

Il rapporto è indirizzato a decisori pubblici, amministrazioni regionali e operatori del settore farmaceutico, ma riguarda da vicino anche gli Informatori Scientifici del Farmaco, chiamati a operare in un contesto di crescente pressione economica sul sistema sanitario e di disparità territoriali.

Le Regioni del Sud, in particolare Lazio, Campania e Molise, registrano aumenti della spesa farmaceutica pubblica oltre l’11%, con picchi fino al 15,6% nel Lazio. In queste aree, la crescita dei farmaci innovativi e ad alto costo (ex file F) risulta più che doppia rispetto alla media nazionale, segnalando una sfida critica di sostenibilità. Per le aziende farmaceutiche, il meccanismo del payback – rallentato da contenziosi e norme correttive – non garantisce più un riequilibrio efficace.

La Corte dei Conti avverte che il 2026 sarà un anno decisivo per la sanità pubblica e invoca una riforma organica della governance farmaceutica, capace di coniugare accesso all’innovazione, equità territoriale e sostenibilità dei conti. Occorre ripensare i tetti di spesa, rivedere i meccanismi di rimborso e rilanciare strumenti di programmazione condivisi tra Stato, Regioni e industria.v

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