Nel 2024 le 13 principali imprese farmaceutiche a capitale italiano (FAB13) registrano un bilancio in forte crescita: ricavi aggregati +12% sul 2023 fino a 18,9 miliardi, export +16%, investimenti +21% (al netto di acquisizioni) e R&S +27% con 1,4 miliardi. Il quadro emerge dal Rapporto e dalla relazione del prof. Marco Fortis (Fondazione Edison), presentati all’evento “FAB13 2025” alla Camera dei Deputati.
Il messaggio parla a imprese e filiera del settore, istituzioni e stakeholder della politica industriale. In particolare riguarda chi opera nel farmaceutico italiano “medio-grande” e chi segue l’evoluzione del comparto come motore di produzione, ricerca, lavoro qualificato ed export.
Per le aziende, il dato chiave è la spinta dell’estero: la componente internazionale cresce +14%, mentre il mercato domestico sale solo +2% per la stagnazione della domanda nazionale. Le FAB13 contano una struttura ampia e distribuita: 65 siti produttivi (29 in Italia), 51 centri di R&S nel mondo e 289 filiali, con un modello che combina radicamento in Italia e sviluppo globale. Sul fronte lavoro: circa 50.400 addetti, con +3% complessivo ( +2% in Italia e +4% all’estero ), alta stabilità contrattuale (oltre 90% a tempo indeterminato) e una forza lavoro qualificata (oltre 80% diplomati/laureati). Per gli ISF il contesto è rilevante perché descrive un comparto che amplia portfolio e competitività con acquisizioni, partnership, licenze e sviluppo di farmaci innovativi, puntando anche su terapie personalizzate e farmaci orfani.
Dal lato istituzionale, gli interventi richiamano un’agenda di politica industriale: tavolo di settore e strumenti per sostenere R&S (citati gli Accordi di Innovazione e l’ultimo bando con 731 milioni). Nei contributi politici emerge anche il tema di “nodi” da sciogliere per non frenare gli investimenti (richiamato il payback) e la necessità di condizioni stabili tra accesso alle cure, sostenibilità e innovazione. Per operatori e aziende, la direzione indicata è chiara: continuare a spingere su internazionalizzazione, ricerca e capacità produttiva, mantenendo in Italia testa e strategia.









