Cure e visite rimandate: crolla la spesa per i farmaci ospedalieri

Nei primi dieci mesi del 2020 abbiamo assistito ad un crollo importante degli accessi alle diagnosi e alle cure per le patologie respiratorie e cardiometaboliche.

Rispetto al 2019, secondo Iqvia, si registrano 2 milioni e 415 mila richieste di esami in meno con un -22%. In rapporto alle visite specialistiche emerge un preoccupante -30% mentre per quanto riguarda le nuove diagnosi il calo è del 12% (-521.000). L’inizio di nuovi trattamenti scende invece del 10% (-277.000).

Molti pazienti hanno infatti scelto di non accedere alle strutture ospedaliere per paura di un possibile contagio e, parallelamente, anche gli ambulatori e gli ospedali stessi hanno rinviato visite ed interventi non urgenti.

Siamo dunque di fronte ad una contrazione dell’intero settore farmaceutico, come sottolinea Sergio Liberatore, Ad di Iqvia Italia, dovuto da un mancato accesso alle cure. “Per la prima volta – prosegue Liberatore – anche la spesa farmaceutica ospedaliera ha subito una contrazione a valori del 4,1% nei dodici mesi terminanti a settembre 2020. Il calo della spesa farmaceutica ospedaliera a volumi è ancora più elevato (-10,1%).

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