Come ridurre la spesa sanitaria italiana. Proposte e modelli di riferimento

Il rischio della nuova governance farmaceutica sarebbe per i pazienti e soprattutto quelli di regioni con bilanci meno floridi che avrebbero la possibilità di “imporre” farmaci meno costosi ma che potrebbero non essere i migliori per curare le patologie

Il nuovo documento sulla governance farmaceutica approntato dal ministero dalla Salute guidato dal ministro Giulia Grillo non piace alle industrie farmaceutiche e non piace neanche ai medici. A essere contestato è il taglio di circa 2 miliardi di euro alla spesa farmaceutica al fine di rendere più sostenibile la spesa sanitaria nazionale ma che metterebbe a rischio un settore produttivo importante per l’economia italiana e un hub di ricerca ai vertici in Europa.

Altro punto controverso è l’introduzione del principio di equivalenza che impone lo stesso prezzo di rimborso per farmaci terapeuticamente equivalenti. Il rischio che si vede all’orizzonte è che i medici non possano più godere della “libertà prescrittiva”, quel principio secondo il quale è il medico a scegliere il farmaco più adatto al paziente. Oltre a questo le industrie farmaceutiche avrebbero un disincentivo rilevante nel pianificare futuri investimenti in ricerca ma anche nel portare a compimento i piani già in essere.

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