Arriva il riscatto flessibile della laurea per anticipare la pensione: come funziona e quanto costa

Il diretto interessato potrà decidere quanti soldi versare all’Inps per fare valere come lavorativi gli anni di università. Ma se versa poco anche l’assegno scenderà.

Chi oggi chiede il riscatto della laurea, per andare in pensione prima, farebbe bene a mettersi seduto. Il conto presentato, in termini di contributi da versare, è quasi sempre salatissimo. Per capire: una donna di 40 anni con 11 anni di lavoro alle spalle e un reddito di 36 mila euro lordi l’anno, dovrebbe pagare 65 mila euro. Due anni di stipendio. Pochi se lo possono permettere, molti rinunciano. Ma le regole potrebbero cambiare e il riscatto della laurea potrebbe diventare «flessibile». Cosa vuol dire?

Sarà il diretto interessato a decidere quanti soldi versare all’Inps per far valere come lavorativi gli anni di università. Accettando una pensione più bassa se verserà poco. Ma guadagnando comunque quattro o cinque anni, a seconda della durata del suo corso di laurea, verso il traguardo della pensione. Le nuove regole dovrebbero essere perfezionate a breve, ed entrare nell’emendamento o nel decreto legge che definirà il meccanismo di quota 100, cioè la possibilità di lasciare il lavoro con 62 anni d’età e 38 di contributi. Ma non faranno sentire subito i loro effetti.

Craccato il meccanismo della memoria
Usa, l'Fda approva larotrectinib: un solo farmaco per molti tumori

Flash news simili

Editoriali

L’esperto risponde