Storia, certezze, promesse e una lunga pipeline: l’oncologia secondo Gsk

Sedici molecole in sviluppo in quattro macro aree danno conto di un impegno in ricerca e sviluppo che non si è mai fermato negli ultimi anni.

Dopo cinque anni di ricercae lavoro GSK scopre le sue carte nella lotta contro i tumori. “L’oncologia è un fattore chiave per la crescita e l’innovazione nei prossimi anni. Il nostro obiettivo è scoprire medicine trasformazionali, in termini di sopravvivenza e qualità della vita, in particolare per quei tumori che oggi non hanno alternative terapeutiche efficaci”. Con queste parole Fabio Landazabal, neo presidente e amministratore delegato di GSK Italia, chiarisce subito come e dove si posiziona il gruppo. “L’anno scorso, quando GSK decise di acquisire Tesaro – prosegue il manager– i media, ma non solo, iniziarono a parlare di un ritorno di GSK in oncologia e a chiedersi perché questo cambio di strategia, dopo che cinque anni fa decidemmo di scambiare il business con Novartis. In realtà GSK non ritorna all’oncologia, perché difatto non se ne è mai andata. Abbiamo semplicemente continuato a investire nelle linee di ricerca attive, in medicinali di prima classe e in nuovi percorsi terapeutici in oncologia”. Certo, nella vita non c’è mai nulla discontato, tantomeno quando si parla di ricerca, di sperimentazione di nuovi candidati farmaci. “Noi però eravamo confidenti, lo erano i nostri scienziati, che quello che vedevano al microscopio era meritevole di attenzione, avrebbe potuto diventare qualcosa di importante per noi ma soprattutto per i tanti malati. E lo vedevano su diversi tumori solidi e su quelli del sangue. GSK ha quindi deciso di dare priorità e supporto alla pipeline che stava per nascere”.

Non solo oncologia

Senza trascurare tutto il resto ovviamente: “Come azienda farmaceutica leader nel mondo – conferma Landazabal– non stiamo solo lavorando in oncologia ma anche guidando l’innovazione nelle malattie respiratorie, nell’HIV, nella prevenzione con vaccini efficaci per tutte le età della vita, dai neonati agli adulti”. Già oggi GSK dà risposte concrete alle donne con carcinoma ovarico, grazie proprio all’integrazione con Tesaro, che ha portato in casa GSK un PARP inibitore per la terapia di mantenimento. Spiega Vincenzo Palermo vice president Oncology Business Unit: “Tesaro per noi non è stata solo un’acquisizione di prodotti ma anche di know how: sono entrati in azienda talenti sia in ambito commerciale che medico, professionisti qualificati con una profonda esperienza in oncologia. E la nostra ambizione è anche questa: diventare il posto giusto per chi vuole confrontarsi con nuove sfide”.

[continua…]

Fda approva la tripletta di Gsk facendone l'unica combinazione a tre farmaci indicata per asma e Bpco
Medico e infermiere di famiglia, ruoli e competenze

Flash news simili

Editoriali

L’esperto risponde