Roche ha siglato un accordo di collaborazione con la biotech statunitense Atavistik Bio per la scoperta di nuove piccole molecole terapeutiche contro le malattie cardiovascolari, renali e metaboliche (CVRM). L’intesa prevede un pagamento iniziale di 70 milioni di dollari e fino a 1,9 miliardi di dollari in milestone, per un valore complessivo fino a 2 miliardi di dollari.
Nell’ambito della collaborazione, Atavistik guiderà le attività di discovery e ricerca su diversi target CVRM utilizzando la propria piattaforma proprietaria AMPS, progettata per individuare nuove tasche di legame funzionali su bersagli storicamente difficili da modulare con approcci allosterici. Roche si occuperà invece dello sviluppo preclinico, clinico e della commercializzazione dei composti risultanti, oltre a riconoscere ad Atavistik royalty differenziate sulle eventuali vendite. Boris Zaïtra, responsabile dello sviluppo corporate di Roche, ha dichiarato che l’obiettivo è “tradurre scienza complessa in terapie orali a piccola molecola realmente trasformative per i pazienti che ne hanno più bisogno”.
L’accordo arriva a pochi giorni dall’apertura di un nuovo centro R&S a Boston, attraverso la controllata Genentech, interamente dedicato alle malattie cardiovascolari, renali e metaboliche. Roche ha già investito pesantemente in quest’area: nel 2023 ha acquisito la biotech dell’obesità Carmot Therapeutics per 2,7 miliardi di dollari upfront, e nel 2025 ha rilevato 89bio, focalizzata sulla MASH, per un valore potenziale fino a 3,5 miliardi. Atavistik, fondata nel 2021, aveva già collaborato con Pfizer nel 2025 su target allosterici non resi noti.
Per gli Informatori Scientifici del Farmaco l’operazione conferma le malattie cardiometaboliche come priorità strategica per una Big Pharma di riferimento come Roche, un’area terapeutica ad altissima prevalenza in Italia: un segnale utile su dove si concentreranno, nei prossimi anni, gli investimenti in ricerca e le future pipeline da presentare a cardiologi, diabetologi e nefrologi.









