Pfizer ha annunciato un nuovo giro di tagli ai costi da 2,5 miliardi di dollari, che entrerà in vigore dal prossimo anno e proseguirà fino al 2029. L’azienda ha presentato il piano all’interno della relazione sui risultati del secondo trimestre, chiuso con un fatturato di 15 miliardi di dollari, in crescita del 3% rispetto alle attese degli analisti.
Dei nuovi 2,5 miliardi di dollari di risparmi, 1,5 miliardi sono destinati all’ottimizzazione delle operazioni produttive, mentre il restante miliardo si aggiunge al programma di “cost realignment” dell’azienda. Con questo nuovo intervento, il target complessivo di risparmi sui costi di Pfizer sale a 9,7 miliardi di dollari entro il 2029, di cui 6,7 miliardi legati specificamente al piano di riallineamento dei costi. Per attuare il nuovo programma, Pfizer sosterrà una spesa una tantum di 6 miliardi di dollari, in gran parte destinata a costi di buonuscita, implementazione e uscita, oltre a svalutazioni non monetarie. L’azienda ha inoltre alzato la guidance di vendita 2026 di 500 milioni di dollari al punto medio, portandola in un intervallo tra 60,5 e 62,5 miliardi di dollari.
Il programma prosegue la riorganizzazione avviata da Pfizer nel 2023 dopo l’acquisizione da 43 miliardi di dollari di Seagen, che aveva portato l’organico a 88.000 dipendenti a fine 2023, poi sceso a 75.000 a fine 2025. Nel trimestre, i prodotti Covid hanno continuato a calare (Paxlovid da 427 a 21 milioni di dollari), compensati dalla crescita dei prodotti principali come l’anticoagulante Eliquis (+21%) e il portafoglio oncologico (+9%).
La ristrutturazione dei costi di una delle maggiori aziende farmaceutiche al mondo, unita al riposizionamento del portafoglio verso i prodotti in crescita, offre agli ISF un quadro aggiornato delle priorità industriali e delle aree terapeutiche su cui Pfizer continua a investire.









