Novo Nordisk accelera nel cardiometabolico: accordo fino a 2,6 miliardi di dollari con la cinese Hengrui Pharma per un GLP-1/GIP orale

Novo Nordisk ha siglato un accordo di licenza globale esclusiva con la cinese Hengrui Pharma per HRS-1596, un agonista duale dei recettori GLP-1 e GIP candidato nel trattamento dell’obesità, del diabete di tipo 2 e di altre malattie cardiometaboliche. L’operazione, annunciata a fine settembre 2026, può valere fino a 2,6 miliardi di dollari complessivi.

L’accordo prevede un pagamento iniziale di 300 milioni di dollari, a cui si aggiungono milestone legate allo sviluppo, alle attività regolatorie e ai risultati commerciali, oltre a royalty sulle vendite nette. Novo Nordisk acquisirà i diritti esclusivi per sviluppare, produrre e commercializzare HRS-1596 a livello globale, con l’eccezione di Cina continentale, Hong Kong, Macao e Taiwan, dove Hengrui manterrà i propri diritti. HRS-1596 è un candidato pronto per la fase I: la biotech cinese ha già ottenuto in Cina l’autorizzazione ad avviare gli studi clinici di fase I per il controllo del peso e il diabete di tipo 2. La molecola è progettata per agire attraverso diversi meccanismi — riduzione dell’appetito, stimolazione della secrezione insulinica e miglioramento della sensibilità all’insulina — e, se sviluppata con successo, potrà essere assunta oralmente una sola volta a settimana.

L’intesa arriva a distanza di pochi giorni da un altro accordo miliardario firmato da Novo Nordisk con la biotech svedese Nanexa per formulazioni iniettabili a lunga durata in area cardiometabolica, a conferma di una fase di intensa attività di licensing per l’azienda danese, che punta ad ampliare la propria pipeline nell’obesità e nel diabete in vista della crescente concorrenza sul mercato del GLP-1.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco l’operazione conferma quanto l’area cardiometabolica, e in particolare l’obesità, resti al centro della strategia di Novo Nordisk: un candidato orale a somministrazione settimanale, se confermato dagli studi clinici, potrebbe in prospettiva ampliare ulteriormente le opzioni terapeutiche da presentare a diabetologi ed endocrinologi nei prossimi anni.

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