Novartis scommette sui Digital Champion aziendali per promuovere la cultura dell’innovazione

Novartis ha avviato il suo percorso di digital transformation attraverso una serie di iniziative. Tra queste un programma che vede coinvolti i campioni digitali aziendali. Ecco come funziona

Con circa 2.200 dipendenti, in Italia Novartis è una delle maggiori aziende del settore farmaceutico, con una solida leadership nell’ambito delle terapie più innovative e in quello dei farmaci equivalenti e biosimilari. Nel panorama nazionale è tra le aziende maggiormente impegnate nella Ricerca & Sviluppo, in particolare nelle attività di sviluppo clinico, area nella quale ha investito oltre 200 milioni di euro nell’ultimo triennio, e un’importante realtà industriale, fortemente orientata all’export.

Novartis ha adottato una strategia di Gruppo che punta a fare di un’azienda prettamente di prodotti farmaceutici anche un fornitore di servizi correlati al Patient Journey e fonte di impulso alla Ricerca in Italia.

Novartis ha avviato con entusiasmo il suo percorso di digital transformation, ma ci si è resi conto fin da subito che non era sufficiente limitarsi a condurre delle progettualità digitali per affrontare questo obiettivo. Il percorso richiedeva infatti di muoversi anche su altre dimensioni in modo olistico, in primis quella delle risorse umane. È quindi partito nel 2019 un digital game con l’obiettivo di mappare le competenze digitali interne, chiamato Digital Culture Tranformation. Il progetto, seguito da Valeria de Flaviis, Head of Innovative Models di Novartis, si è rivolto a circa 1.100 persone della Direzione Farma, ed ha conseguito un engagement dell’84% della popolazione coinvolta.

La struttura del progetto ha previsto due attività: da un lato la mappatura della digital readiness dei dipendenti, dall’altro l’indagine sul loro approccio lateral thinking, individuando 8 “profili digitali” e 5 “profili di innovazione” presenti in azienda, ciascuno con le proprie caratteristiche e i propri punti di forza e di debolezza. In base all’appartenenza a uno di questi profili, è stato poi suggerito ai partecipanti di seguire un percorso di formazione ad hoc sulle competenze digitali, lasciando comunque la libertà di frequentare anche corsi e tematiche di maggiore interesse professionale.

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