Novartis nel mirino degli investitori dopo due bocciature di fase 3 e i dubbi sulle acquisizioni

Novartis si trova sotto la lente degli investitori dopo che due dei tre studi clinici di fase 3 considerati decisivi per la crescita del gruppo oltre il 2030 non hanno raggiunto gli obiettivi. Le bocciature di pelacarsen e del-desiran, arrivate a distanza di pochi giorni l’una dall’altra a inizio settembre, si aggiungono alla recente sospensione dei programmi CAR-T dopo tre decessi di pazienti, alimentando dubbi sulla strategia di sviluppo e di acquisizioni dell’azienda svizzera.

Gli analisti di Guggenheim Securities avevano indicato i tre readout — su pelacarsen, remibrutinib e del-desiran — come catalizzatori centrali per le prospettive di vendita di Novartis a medio-lungo termine. Se remibrutinib ha mostrato risultati positivi in due studi di fase 3 sulla sclerosi multipla, pelacarsen non ha dimostrato benefici significativi sul rischio cardiovascolare e del-desiran ha fallito lo studio di fase 3 HARBOR sulla distrofia miotonica di tipo 1. Quest’ultimo farmaco proveniva dall’acquisizione da 12 miliardi di dollari di Avidity Biosciences, e il suo insuccesso ha intensificato le critiche sulla capacità del board di valutare le operazioni di M&A: secondo David Samra, managing director di Artisan Partners, importante azionista di Novartis, l’azienda deve cambiare il modo in cui supervisiona gli accordi, citando anche l’acquisizione da 2,9 miliardi di dollari di MorphoSys nel 2024, seguita da una svalutazione di 800 milioni di dollari.

La vicenda arriva in un momento delicato per Novartis, alle prese con la scadenza dei brevetti di Cosentyx, Kisqali e Kesimpta tra il 2029 e il 2031, prodotti che insieme valgono quasi il 38% delle vendite totali del gruppo nel primo semestre 2026. Gli analisti avevano indicato proprio i farmaci ora falliti come chiave per sostenere la crescita dopo quella scadenza.

Per gli Informatori Scientifici del Farmaco che seguono il portafoglio Novartis, l’esito di questi trial e le tensioni sulla governance del gruppo sono segnali da monitorare: incidono sulle priorità di investimento in ricerca e sviluppo e sulla direzione delle prossime acquisizioni, con ricadute dirette sulla pipeline di prodotti che arriveranno sul mercato nei prossimi anni.

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