Johnson & Johnson ha annunciato un’importante espansione nella sua ricerca oncologica, prevedendo di presentare 35 nuove richieste di autorizzazione per farmaci e terapie contro il cancro entro il 2030. Questa iniziativa si colloca in un contesto globale di crescente incidenza dei tumori, con un aumento previsto delle diagnosi del 69% e dei decessi del 72%.
La direttrice medica di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia, Alessandra Baldini, ha sottolineato l’impegno trentennale dell’azienda nel migliorare la qualità di vita dei pazienti oncologici. La pipeline di J&J si arricchisce costantemente grazie alla ricerca e sviluppo di terapie avanzate e personalizzate, supportate da collaborazioni esterne e dall’uso di tecnologie computazionali e intelligenza artificiale.
Tra i successi recenti, l’approvazione di 14 farmaci onco-ematologici, di cui 8 innovativi. Le future richieste di autorizzazione includeranno terapie per tumori del sangue, della prostata, del polmone e della vescica. Particolare attenzione è rivolta ad amivantamab per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazioni dell’EGFR, la cui formulazione sottocutanea ha mostrato risultati promettenti in termini di efficacia e tempi di somministrazione ridotti.
Nel campo dei tumori ematologici, J&J continua a innovare con terapie come daratumumab per il mieloma multiplo, mostrando un significativo miglioramento nella sopravvivenza dei pazienti. Le terapie avanzate includono anticorpi bispecifici e CAR-T, con risultati promettenti in termini di risposte durature e sopravvivenza.
Infine, l’azienda sta avanzando nella ricerca sulla leucemia linfatica cronica (LLC) con ibrutinib e la sua combinazione con venetoclax, offrendo nuove speranze per i pazienti con caratteristiche ad alto rischio.









