GSK ha presentato un piano triennale di efficientamento che punta a generare 1,9 miliardi di sterline di risparmi annui entro il 2029, da reinvestire nella pipeline in fase avanzata. L’annuncio è arrivato dal CEO Luke Miels durante la presentazione dei risultati del secondo trimestre 2026 agli investitori e agli analisti.
Il piano comporterà costi una tantum per 2,4 miliardi di sterline e si articolerà su tre direttrici: circa il 45% dei risparmi deriverà dalla semplificazione dei processi e dall’ottimizzazione degli acquisti e delle funzioni di supporto, il 40% dalla riallocazione di risorse dal portafoglio dei prodotti maturi verso i farmaci specialistici e innovativi, il restante 15% da interventi sulla supply chain. Miels ha inoltre annunciato l’avvio di oltre 20 studi di fase III entro la fine del 2026, il doppio rispetto a quanto previsto in precedenza: dopo una revisione dell’intero portafoglio, l’azienda ha individuato sette asset strategici in oncologia, malattie respiratorie, ematologia e vaccini, su cui accelerare lo sviluppo attraverso 25 studi in 18 indicazioni.
Il piano di efficientamento arriva mentre GSK registra ricavi per 8,4 miliardi di sterline nel secondo trimestre 2026, in crescita del 5% sullo stesso periodo del 2025, e si inserisce nello stesso momento in cui l’azienda ha annunciato anche il trasferimento del proprio polo di ricerca da Stevenage a Cambridge.
Per gli Informatori Scientifici del Farmaco, l’accelerazione degli studi di fase III su sette aree terapeutiche prioritarie segnala dove GSK concentrerà nei prossimi anni gli investimenti in innovazione, un’indicazione utile per anticipare i temi di aggiornamento scientifico e i futuri lanci da presentare alla classe medica.









