Gilead inizierà i test della versione inalatoria di remdesivir su pazienti Covid-19

Nel mese di agosto inizieranno gli studi sull’uomo per una versione inalatoria del farmaco antivirale remdesivir. Lo ha annunciato Gilead Sciences  nel corso di una riunione rivolta agli analisti finanziari.

L’attuale via di somministrazione del farmaco è quella endovenosa. Il farmaco non può essere somministrato sotto forma di pillola perché la sua composizione chimica avrebbe un impatto sul fegato, fa sapere la società.

Lo scorso primo maggio, remdesivir ha ottenuto dall’Fda un’autorizzazione all’uso d’emergenza (EUA) per il trattamento di pazienti ospedalizzati con Covid-19. In Europa l’iter registrativo è ancora in atto.

Anche l’idrossiclorochina, un farmaco antimalarico propagandato dal presidente Donald Trump, aveva ottenuto un EUA per il coronavirus, ma la denominazione è stata revocata dopo che l’agenzai americana ha ritenuto improbabile che fosse efficace.

Gilead ha detto che somministrerà il farmaco attraverso un nebulizzatore, un dispositivo di somministrazione che può trasformare i farmaci liquidi in nebbia. Una versione inalata “potrebbe potenzialmente consentire una somministrazione più facile al di fuori dell’ospedale, nelle fasi iniziali della malattia”, ha detto il presidente e amministratore delegato di Gilead Daniel O’Day. “Questo potrebbe avere implicazioni significative nell’aiutare ad arginare la marea della pandemia”.

Gilead esaminerà i volontari sani per la fase iniziale della sperimentazione e spera di iniziare gli studi sui pazienti affetti da Covid-19 ad agosto.

L’azienda ha detto che condurrà anche sperimentazioni con infusioni endovenose in ambienti ambulatoriali come centri di infusione e case di cura. Sta anche valutando se può migliorare i risultati dei pazienti combinando il remdesivir con altre terapie, ad esempio il baricitinib oppure ilo tocilizumab, oppure il desametasone.

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