Chiesi, nel 2019 il Gruppo sfiora i 2 miliardi e ottiene la certificazione B Corp

Chiesi Farmaceutici comunica la pubblicazione del Report 2019. Un documento ufficiale, realizzato in collaborazione con Nativa, che racconta, oltre ai risultati finanziari e strategici, quanto è stato fatto dal Gruppo per perseguire l’obiettivo di integrazione della sostenibilità nel proprio modello di business quotidiano, in qualità di Azienda certificata B Corp e Società Benefit. 

Dando la parola ai dati, il 2019 ha visto per Chiesi ricavi complessivi pari a 1.992,81 milioni di euro, di cui 1.376,4 milioni di euro in Europa, 340,3 milioni nei Paesi emergenti e 273,1 milioni negli Stati Uniti. I ricavi del Gruppo nel 2019 sono aumentati del 12,7% rispetto al 2018. L’EBIT (Risultato ante oneri finanziari) è cresciuto da 362,7 milioni di euro nel 2018 a 424,7 milioni nel 2019 (21,3% nel 2019 rispetto al 20,5% nel 2018). Tra le aree terapeutiche, il portafoglio respiratorio rimane il più rilevante, con ricavi pari a 1.213,5 milioni di euro nel 2019.

Chiesi ha raggiunto nel 2019 circa 6mila dipendenti a livello globale di cui oltre il 50% donne e il 65% ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni. L’Azienda rispetto al 2018 ha ridotto dell’11% le emissioni di CO2 di scopo 1&2 (Scope 1 – emissioni dirette, Scope 2 market-based – emissioni indirette dovute principalmente all’acquisto di energia elettrica) e ha aumentato di 4,5 volte l’utilizzo di energie rinnovabili presso le proprie sedi. Un trend positivo che ben si sposa con l’obiettivo del Gruppo di diventare Carbon Neutral entro il 2035.

“Il 2019 è stato un anno al di sopra delle aspettative che ha portato l’Azienda a raggiungere quasi 2 miliardi di euro di fatturato – ha dichiarato Ugo Di Francesco, CEO del Gruppo Chiesi -. Una performance che si è concretizzata e che rappresenta un importante traguardo nel percorso di crescita del Gruppo. Percorso che, sempre nel 2019, ha visto un notevole salto in avanti con la nascita della Filiale Australia e Nuova Zelanda e la costituzione della Business Unit Global Rare Diseases con sede tra Parma e Boston (Massachusetts, Stati Uniti). Questi sono solo alcuni dei traguardi raggiunti e molte le sfide ancora aperte per l’anno in corso che, anche se ci ha portato ad affrontare un’emergenza sanitaria di portata globale, ci ha anche mostrato una incredibile capacità di reazione e resilienza da parte di tutte le 6mila persone che compongono la nostra Azienda e che colgo nuovamente l’occasione per ringraziare profondamente”.

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