C’è l’immunoterapia dietro alla cessione della Bristol Myers Squibb di Anagni

Cosa c’è dietro all’operazione che ha portato al passaggio del pad di Anagni da Bristol-Myers Squibb a Catalent. Un affare per entrambi i gruppi. Per i quali Anagni “è un vero gioiello”

e parole chiave sono due: immunoterapia e crescita: c’è questo dietro alla cessione dello storico stabilimento farmaceutico Bristol Myers Squibb di Anagni alla statunitense Catalent Inc. Annunciato e definito nei mesi scorsi, il passaggio di proprietà è stato perfezionato in mattinata poco dopo l’apertura della Borsa di New York, dove Bristol Myers Squibb è quotata.

La vendita rientra nella strategia varata da Bristol Myers Squibb nel 2019: lasciare la produzione di farmaci tradizionali per concentrarsi nella ricerca e nello sviluppo degli immunoterapici.

L’immunoterapia è la nuova frontiera della cura ai tumori. Ad oggi dà risultati promettenti in molte neoplasie per le quali prima c’erano invece poche speranze. Scoperta nel 2013, l’immunoterapia è stata subito considerata dalla comunità medica mondiale una delle più importanti svolte scientifiche. Messa a punto negli anni successivi viene oggi considerata una delle armi più efficaci per contrastare il cancro. Funziona stimolando e riaccendendo gli anticorpi che invece la malattia ha spento; li rimette in condizione di attaccare le cellule malate.

Gli studi stanno sviluppando vaccini contro il cancro. Ecco, Bristol Myers Squibb sta puntando su questo. E lo sta facendo in particolare nei suoi impianti sul suolo statunitense, grazie anche agli stimoli del governo Trump all’industria che investe in casa.

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