Boehringer torna all’utile e investe 3 mld in 5 anni in Ue

In Italia stanziati 82,5 mln ma “con garanzie”

Il gruppo farmaceutico tedesco Boehringer Ingelheim archivia il 2018 con un fatturato pari a 17,5 miliardi di euro, in calo 3,3% su base annua, ma in crescita del 4% al netto degli effetti di cambio e dell’impatto una tantum dello scambio di asset con la francese Sanofi (cessione dei farmaci da banco e acquisizione del business veterinario Merial).

Il risultato operativo è stabile a 3,5 mld (-0,4%), mentre l’utile dopo le imposte risale sopra i livelli 2016 a 2,1 mld, rispetto alla perdita di 223 milioni registrata nel 2017 in cui l’azienda ha risentito di una pressione fiscale superiore alla media, legata in particolare alla riforma Usa. La crescita operativa viene definita dalla società “superiore al mercato in tutti i settori”.

I risultati sono stati comunicati dalla compagnia nel quartier generale di Ingelheim, città renana nei pressi di Magonza, durante un’Annual Press Conference affollata (presenti media da 19 Paesi del mondo, dalla Cina all’America) e proiettata al futuro: per il 2019 Boehringer prevede una leggera crescita dei ricavi su basi confron- tabili, ma pianifica “un’intensa attività di investimenti”. Hubertus von Baumbach, presidente del Consiglio di amministrazione, annuncia che “nella sola Europa prevediamo investimenti per oltre 3 miliardi di euro nei prossimi 5 anni. Ma nuovi investimenti sono in vista per il gruppo farmaceutico tedesco anche in Italia.

Sempre nel quinquennio 2019-2023, l’azienda vuole scommettere sul nostro Paese e mette sul piatto 82,5 milioni di euro: “Investiremo circa 11,3 mln su Milano e in particolare per una nuova sede”, operazione i cui dettagli sono in via di definizione; “62,7 mln sul polo Bidachem” di Fornovo San Giovanni, che dalla Bergamasca produce principi attivi per l’intera compagnia in tutto il mondo, “e 8,5 mln nel settore Animal Health”, sul sito vaccini aviari di Noventa Padovana, annuncia la presidente di Boehringer Ingelheim Italia Sabine Greulich. Che però lancia anche un monito: “La fiducia – dice – va meritata. In una prospettiva di lungo termine è necessaria la garanzia di un equilibrio tra sostenibilità del sistema sanitario da un lato e sostenibilità aziendale dall’altro”. Nel nostro Paese Greulich rileva infatti alcune “incertezze, come i meccanismi di ripiano della spesa (pay-back e claw-back) e di negoziazione dei prezzi, o i tempi lunghi dell’iter regolatorio per l’approvazione di un nuovo farmaco, che rappresentano sfide e minacce anche per la sostenibilità dei posti di lavoro”.

In Italia la società conta mille addetti e “non sono allo studio tagli”, tiene a precisare la presidente. “Ma se persiste un contesto di incertezza, può essere sfidante per la casa madre mantenere lo stesso livello di attenzione sull’Italia”. Al momento “la fiducia c’è”. La filiale tricolore di Boehringer ha chiuso il 2018 con un fatturato pari a oltre 437 milioni di euro, in calo del 3,9% circa rispetto ai risultati 2017 che includevano ancora una parte di ricavi dal business Consumer Health Care ceduto alla francese Sanofi in cambio dell’asset veterinario.

Paola Olgiati

Pharma Kronos – 18 aprile 2019 – n°73 – anno 13

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