Bristol Myers Squibb ha interrotto la partnership di produzione con Cellares dopo aver stabilito che la piattaforma automatizzata Cell Shuttle del partner non soddisfa i requisiti necessari per produrre la terapia CAR-T Breyanzi. La decisione, comunicata il 26 agosto, ha spinto Cellares ad annunciare il licenziamento di circa 100 persone.
L’accordo tra le due aziende risaliva al 2024, quando BMS aveva siglato un’intesa da 380 milioni di dollari per la riserva di capacità produttiva e la fornitura, puntando sul sistema Cell Shuttle di Cellares per la produzione automatizzata end-to-end delle terapie cellulari CAR-T su scala clinica e commerciale. Un portavoce BMS ha dichiarato che, dopo una valutazione approfondita, il sistema non ha soddisfatto i requisiti necessari per la produzione commerciale di Breyanzi, precisando che la decisione riguarda esclusivamente questo farmaco e il suo processo produttivo già approvato dalle autorità regolatorie. Cellares ha replicato di non condividere questa valutazione, sottolineando che il proprio sistema ha già prodotto farmaco di grado GMP in un programma clinico regolato dalla Fda, con dosi conformi alle specifiche di rilascio e consegnate puntualmente ai pazienti.
Secondo il WARN Act depositato dall’azienda, i circa 100 licenziamenti diventeranno effettivi il 20 ottobre e riguarderanno ruoli distribuiti tra ingegneria, marketing, reclutamento e software, oltre la metà dei quali con qualifiche senior. Il taglio arriva a dieci mesi da un round di raccolta da 257 milioni di dollari con cui Cellares puntava a espandere la produzione commerciale entro il 2027. Breyanzi, terapia CAR-T anti-CD19 approvata dalla Fda nel 2021, viene prodotta da BMS attraverso siti interni e produttori esterni specializzati come Oxford BioMedica.
Per gli Informatori Scientifici del Farmaco, la vicenda mette in luce quanto sia delicata la fase produttiva delle terapie cellulari avanzate: un cambio di piattaforma di produzione, anche dopo l’approvazione regolatoria, resta un investimento complesso e non privo di rischi, con ricadute dirette sulla continuità di fornitura di farmaci ad alto valore terapeutico come Breyanzi.









