Il biotech britannico mostra segnali concreti di ripresa dopo un periodo difficile sul fronte della raccolta di capitali: nel secondo trimestre del 2026 le aziende del settore hanno raccolto 2,11 miliardi di sterline in finanziamenti azionari, il livello più alto degli ultimi cinque anni, trainato soprattutto dal venture capital.
A guidare il trimestre è stato il maxi-finanziamento di Isomorphic Labs, società britannica specializzata nella progettazione di farmaci tramite intelligenza artificiale, che ha raccolto 1,6 miliardi di sterline per sviluppare la propria piattaforma e portare la pipeline verso la sperimentazione clinica. Le altre biotech del Paese hanno raccolto complessivamente 498 milioni di sterline nel trimestre, quasi il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025.
I mercati pubblici restano invece più deboli: i finanziamenti successivi alla quotazione hanno raggiunto 58 milioni di sterline, in crescita rispetto ai trimestri precedenti, ma senza nuove IPO nel periodo considerato. Nel confronto europeo, le biotech britanniche hanno raccolto il 61% dei 3,3 miliardi di sterline complessivamente investiti in venture capital nel biotech continentale nel trimestre.
Il dato arriva dopo un 2025 caratterizzato da una forte selettività dei finanziatori e da crescenti difficoltà delle società biotech nel trasformare la ricerca in valore industriale, un contesto che aveva pesato sull’intero comparto europeo dell’innovazione farmaceutica.
Per gli informatori scientifici del farmaco, la ripresa dei capitali verso il biotech britannico — in particolare verso piattaforme di drug discovery basate sull’intelligenza artificiale come quella di Isomorphic Labs — è un indicatore anticipato dei futuri flussi di innovazione terapeutica che, nei prossimi anni, potrebbero tradursi in nuovi farmaci e nuove aree di sperimentazione da presentare sul territorio.









